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domenica 29 maggio 2016

Il lavoro ai tempi della disoccupazione - Scuola "G. Santomauro"

     Un terzo dei giovani che esce dagli istituti superiori (in particolare quelli professionali) è senza lavoro. Ma la cosa più grave è che anche coloro che terminano l’università molto spesso rimangono senza impiego. Eppure le università dovrebbero fornire le competenze necessarie per entrare nel mondo del lavoro.
     La maggior parte delle persone senza un lavoro vive in uno stato di povertà. Chi si trova in questo stato a volte può abbattersi e pensare di non avere più speranze. Vorrebbe rassegnarsi e talvolta potrebbe cadere in depressione (la cui causa prevalente è appunto la perdita di un lavoro o il fatto di non averne mai trovato uno).
     Sentiamo di dire e dare dei consigli a questi concittadini. Agite. Continuate a combattere, continuate a cercare un lavoro o comunque approfondite i vostri studi. Perché perdere le speranze e restare senza far nulla non può certo migliorare la situazione.
     Il gruppo di redattori: Sofia Risola Iandolo, Ilaria Verni, Siria Elena Di Candia, Giulio Masciopinto.
     La redazione, tutta: Giulia Amenduni, Fabio Antonio Caccamo, Anna Gioia Carnevale, Sara Cason, Alessio Corsini, Anna De Vita, Giordano De Riso, Siria Elena Di Candia, Martina Mangieri, Giulio Masciopinto, Claudia Morelli, Martina Rendina, Sofia Risola Iandolo, Martina Santacroce, Gianluca Tunzi, Ilaria Verni.

giovedì 26 maggio 2016

Passione Lego, impossibile resistervi. Grazie Lego

Da Youtube con furore… il Vlog “La scorribanda legale”
La scorribanda legale ha la sua web tv
Il blog che state visitando ha inaugurato il suo omonimo Video-blog coinvolgendo (o stravolgendo) la piattaforma Youtube. Fiondatevi sul canale https://www.youtube.com/channel/UCItZVDj33S6_In3Di8rQEWQ .
Non sarete più solo dei lettori, ma degli spettatori.
E dopo una visione che si spera sia sempre di vostro gradimento, vi chiediamo di eseguire poche semplici operazioni
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Della sezione "Vlog o Web Tv" fanno parte anche:
- Videoclip de "La scorribanda legale" ;
- Scopare fa bene alla salute ;
- Attentato Parigi, fuga cervelli e responsabilità governo ;
- AIC Celiachia. Celiaci di tutta Italia unitevi!  ;
- OMS. Sovrappeso e obesità: epidemie globali ;
- Come evitare di perdere i propri risparmi ;
- Astensionismo referendum trivelle petrolio mare ;
- La Buona Scuola inasprisce vecchie polemiche ;
- Con la crisi economica fai shopping visivo ;
- Come fare a ridurre le emissioni di CO2 ;
- I call center dei molesti gestori telefonici ;
- Videomessaggio sindaco Bari Antonio Decaro Parco 2 giugno ;
- Silvana Calabrese, direttore de "La scorribanda legale" ;
Dividere i risparmi per pararsi il... conto ;
L'Università di Bari fa acqua da tutte la parti ;
Lampada di Wood per vedere se le banconote sono false ;
Lego e gli Afol, Adult Fan Of Lego ;
Annuncio, cercasi boss per matrimonio ;
La grande energia delle ispirazioni ;
Lightstick bastoncini luminosi chimica divertente ;
Immigrati non integrati mala Italia sospensione Schengen ;
La chiusura di Equitalia, come una barzelletta ;
- Via Vassallo, Bari, la superstrada della morte ; 
Le ricerche su Wikipedia, ma con metodo .

domenica 22 maggio 2016

Come fare a ridurre le emissioni di CO2

Da Youtube con furore… il Vlog “La scorribanda legale”
La scorribanda legale ha la sua web tv
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- Con la crisi economica fai shopping visivo ;
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- I call center dei molesti gestori telefonici ;
- Videomessaggio sindaco Bari Antonio Decaro Parco 2 giugno ;
- Silvana Calabrese, direttore de "La scorribanda legale" ;
Dividere i risparmi per pararsi il... conto ;
L'Università di Bari fa acqua da tutte la parti ;
Lampada di Wood per vedere se le banconote sono false ;
Lego e gli Afol, Adult Fan Of Lego ;
Annuncio, cercasi boss per matrimonio ;
La grande energia delle ispirazioni ;
Lightstick bastoncini luminosi chimica divertente ;
Immigrati non integrati mala Italia sospensione Schengen ;
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domenica 15 maggio 2016

Intagli di frutta e verdura. Scarabeo, farfalle, funghi e foglie

Decorazioni con i prodotti della natura. Limone, ravanelli e zucchine 
Quasi fosse una creatura mitologica, presento il piatto nato dalla fusione di salute e creatività.
Funghetti realizzati intagliando ravanelli e zucchine.
Farfalle con limoni e carote.
Foglie con le zucchine.
Scarabeo con il ravanello.

 L'articolo fa parte della sezione "Intagli di frutta e verdura"
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mercoledì 11 maggio 2016

Con la crisi economica fai shopping visivo

Da Youtube con furore… il Vlog “La scorribanda legale”
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L'Università di Bari fa acqua da tutte la parti ;
Lampada di Wood per vedere se le banconote sono false ;
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domenica 8 maggio 2016

Per un’etica della comunicazione

     Recensione: Francesco Bellino, Per un’etica della comunicazione, Bruno Mondadori, Milano 2010, pp. 216.
Ispirato da Don Chisciotte, personaggio che per antonomasia filtra la realtà attraverso l’atmosfera fantastica dei romanzi cavallereschi, Francesco Bellino ci conduce attraverso la metamorfosi del mondo dell’immagine spiegandoci come l’uomo moderno sia ormai immerso nel virtuale.
L’assunto cartesiano «la verità è il frutto dell’evidenza» aiuta a comprendere che la verità deriva dalla certezza psicologica del vedere, ma attualmente l’immagine ha preso il posto del mondo. Tendiamo ad accettare l’immagine del mondo trasmessa dal medium televisivo senza interrogarci su come esso, il mondo circostante, sia realmente. Solo un pubblico colto è in grado di processare le informazioni, mentre uno impreparato le subisce o non le recepisce affatto.
V’è una finezza nel titolo ed è espressa dal «per» che sta ad indicare il tentativo di legittimare la possibilità di un’etica della comunicazione. Significa che non diamo per scontate ed acquisite la possibilità e l’esistenza di tale etica che non riguarda soltanto contenuti e processi di comunicazione, ma anche le politiche di divulgazione, la proprietà e il controllo dei media.
L’autore cita De Kerckhove con la legge della realtà decrescente, che decresce fino a svanire del tutto, inoltre riporta la definizione data da Noam Chomsky dei filtri attraverso cui passano le notizie.
L’inflazione televisiva produce un sovraccarico sensoriale che a sua volta espone ad una desensibilizzazione unita a una drastica contrazione della nostra capacità di scegliere, riconoscere, valutare, discernere, effettuare esperienze dirette. La comodità offerta dai mezzi di comunicazione di massa, e più recentemente dal web, viene fraintesa per libertà. Essa è illusoria poiché effetto di un immaginario illusorio. Bellino illustra uno scenario che si è inesorabilmente evoluto fino ad avanzare l’ipotesi della «scomparsa dell’infanzia» ai danni degli spettatori più giovani.
Numerose teorie, osservazioni e note critiche esposte dall’autore, conducono ad un approdo, la formulazione dei postulati che la comunicazione deve possedere ed attuare per dirsi etica: libertà, reciprocità e verità. L’informazione deve essere vettore di quest’ultimo elemento perché se al tempo degli scambi epistolari mentendo si ingannava una sola persona, con i mass media si inganna il mondo intero.
L’opera si presenta complessa ed articolata, tratta tematiche attuali con radici storico-filosofiche, tuttavia la lettura risulta lineare e l’attenzione del lettore sembra non essere destinata a subire inflessioni, registrando il suo picco al cospetto di un monito: una corretta comunicazione può veicolare anche contenuti non etici.
L’iter sugli aspetti e sugli effetti della comunicazione di massa prosegue addentrandosi nelle forme applicative della deontologia professionale dei comunicatori. Ciò avviene perché è opportuno avere una visione chiara dei principi di legge che regolano le professioni legate all’informazione. Di particolare interesse è la dialettica generata dalla rilettura dell’art. 21 della Costituzione della Repubblica italiana. Sancisce la libertà di manifestare il pensiero ma, come ravvisa anche la sentenza decalogo del 1984, entro il limite del buon costume il cui senso è mutato dal 1948, anno in cui la stampa era il maggior mezzo di comunicazione.
Si giunge alla falsa familiarità del web 2.0 e delle connessioni ventiquattro ore su ventiquattro che sembrano volerci privare della solitudine con la promessa che qualcuno sarà sempre virtualmente presente. È sorta una specie di vita on-line che provoca una dipendenza totalizzante dallo stato di connessione e il solo timore di non essere connessi determina un senso di profonda debilitazione. Uno sguardo pronto a cogliere i disagi che si celano dietro un comportamento tipicamente conformista, induce a ritenere che il bisogno di una presenza assidua sulle piattaforme virtuali potrebbe derivare da un problema paradossale: esserci, nel mondo, riuscendo a sentirlo. Connettersi sarebbe dunque un tentativo di esserci lasciando una traccia del proprio passaggio.
Intuendo queste profonde problematiche identitarie, Per un’etica della comunicazione propone un allenamento costante a saper cogliere l’aura di ciò che ci circonda, a cercare di espandere la dimensione della coscienza comprendendone lo spessore. Se velocità e frenesia hanno minato la nostra coscienza, allora è opportuno riscoprire le origini della comunicazione, attraverso il silenzio, la parola e l’ascolto. La lettura può rivelarsi un buon metodo per realizzare l’obiettivo di ampliare la coscienza e acquisire consapevolezza della dimensione interiore. Perché la lettura è lo spazio del silenzio, l’esperienza del pensiero, la ricerca del senso.
La recensione è apparsa su «La Vallisa», Quadrimestrale di letteratura ed altro, anno XXIX, N. 88–89, Besa Editrice, Nardò (LE) 2011, pp. 174–175.

mercoledì 4 maggio 2016

Parlo bene. Manuale di pronuncia e dizione

     Recensione: Alberto Lori – Paolo Salomone, Parlo bene. Manuale di pronuncia e dizione. Con Cd Audio, La Rondine Edizioni, Catanzaro 2015, pp. 252, € 16,00.
     Se pensate di aver pronunciato la vostra prima parola nel periodo dell’infanzia, sbagliate. Solo al termine del corso, quando ne proferirete spontaneamente una con dizione corretta sentirete di aver parlato per la prima volta.
     La comunicazione è un bisogno improcrastinabile per l’uomo e a permetterla è la voce, il nostro più prezioso dono di natura.
     A partire dall’unità d’Italia sono diventati familiari per noi concetti come unità territoriale e linguistica, pur mantenendo vive le lingue vernacolari. Possiamo reputarci dei madrelingua italiani, ma è il caso di raccogliere una nuova sfida: la conquista dell’unità fonetica. Ogni vocabolo della nostra lingua ha un suono, ma spesso le emissioni sonore non sono esatte. Urge un lavoro costante volto a perfezionare il modo di pronunciare le parole. Ma c’è un problema: acquisire una corretta dizione dopo molti anni in cui non ci si è mai interrogati sulle regole dell’ortoepia può apparire un ostacolo quasi impossibile da sormontare. Così, pur vantandoci di conoscere la lingua italiana fin dalla nascita, apprendere la dizione sarà come imparare una nuova lingua preoccupandoci di allontanare gli usuali errori che ci tenteranno in ogni momento dell’eloquio. È un cammino arduo, ma non troppo. Meglio lasciarsi scortare da due esperti di comunicazione della Rai, Albero Lori e Paolo Salomone.
     Hanno redatto per noi un manuale di pronuncia e dizione che ci rende familiari alcuni concetti fondamentali e altamente motivanti: che una rieducazione linguistica è possibile a qualsiasi età; che pur essendoci persone avvantaggiate dal modo di parlare delle loro regioni, la perfezione si raggiunge solo con lo studio approfondito; e che il parlare bene non è più – e non è mai stato – una prerogativa del mondo dello spettacolo.
     Dopo un’accurata introduzione sull’anatomia dell’apparato respiratorio e sulla fonazione, gli autori passano in rassegna una ricca serie di regole di pronuncia con le dovute eccezioni e le opportune accentazioni grafiche. In seguito propongono degli utili e immancabili esercizi per metterci alla prova immediatamente.
     Sentirvi smarriti in questo percorso non è contemplato perché potrete udire le voci registrate per voi su un apposito CD audio di cui l’opera è provvista.
     Non sarete soli nel tour della dizione ma ne trarrete enormi benefici, anzi, una vera e propria rinascita fonetica. Che aspettate, cogliete l’opportunità di parlar bene!

lunedì 2 maggio 2016

Che paura quel «riservato»! Io non rispondo

     Ritenete che il turismo sia l’unico settore che non conosce recessione? Siete in errore. Esiste un altro ambito che con la crisi non ha nulla a che vedere: si tratta della paura. Stilare un elenco delle fobie classificate non è un’operazione rapida e quasi ogni giorno nasce una nuova fobia. La definizione di fobia è «paura eccessiva, che appare irrazionale e immotivata, per qualche particolare tipo di oggetto o situazione» ed è con lo stesso stile immotivato, che una nuova specifica paura dilaga nella società come la moda.
     All’incirca 15 anni fa le compagnie telefoniche decisero di rispondere alla fantasia umana della chiaroveggenza lanciando in commercio un simpatico apparecchietto, il «chi è» altrimenti detto «indovino», il cui funzionamento era legato all’attivazione di un servizio oneroso, l’«identificativo del chiamante». Analogamente al display del cellulare e del cordless, questo magico apparecchio permetteva di visualizzare il numero di telefono di chi ci stava chiamando, così da consentire al ricevente di declinare la telefonata in entrata nel caso di antipatia verso il mittente. Poiché ogni nuovo sistema attira su di sé delle astuzie, si ideò l’opportuno raggiro: anteponendo al numero da comporre la sequenza #31# ci si poteva rendere invisibili agli occhi di qualsiasi «indovino» trasformando il proprio numero in «privato», «riservato» o «anonimo». La reazione immediata era di stupore e di enorme curiosità da appagare sollevando la cornetta e correndo il rischio di dover colloquiare anche con un seccatore. Oggi chiunque non risulti inserito in rubrica telefonica per scelta o per aver contratto un abbonamento con altri gestori telefonici diviene un numero privato. I «riservatofobici» compiono i primi passi proprio qui. C’è chi evita di rispondere o chi apre la chiamata ma tace oppure scandisce qualche sibilo con voce tremolante e quando identifica l’altro lo rimprovera per aver utilizzato il numero «che non appare». Non è chiaro il motivo di tali atteggiamenti, non a caso le fobie sono irrazionali, ma se interrogati sulla stravaganza i paurosi affermano che potrebbe trattarsi di un molestatore seriale come quegli impiegati dei call center che a ogni ora del giorno devono propinare un servizio. Qualcuno non ha saputo dire di no ed è stato irretito in uno di quei contratti facenti capo ad un’azienda elettrica surrogato che sottrae clienti alla principale. Io sorrido di tutto questo perché mi sembra che: le donne temano che un pronto possa metterle incinte; i lavoratori autonomi sospettino della finanza; i coniugati paventino la rappresaglia della propria amante; i pensionati provino timore per la scoperta di un figlio illegittimo che mira alla sua parte di eredità! Non siate ridicoli, ma temerari… alzate la cornetta!
Da “La Gazzetta del Mezzogiorno”, 11 settembre 2014, p. 24.

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