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mercoledì 29 giugno 2016

Allarme disoccupazione - Scuola "G. Santomauro"

S.O.S lavoro. Dove andremo a finire?
     In quest’ultimo periodo i dati che ci preoccupano maggiormente sono quelli della disoccupazione. Si tratta della mancanza di lavoro per quelle persone che hanno perso un impiego contro la propria volontà o per coloro i quali non ne hanno mai trovato uno. Il nostro paese presenta un tasso di disoccupazione maggiore rispetto al resto d’Europa. È una condizione particolarmente difficile non solo dal punto di vista economico (perché non si ha la possibilità di ricevere uno stipendio), ma anche sociale e psicologico perché chi resta privo di un’occupazione si sente demoralizzato. La disoccupazione può portare anche ad avvertire un senso di inferiorità e fallimento.
     Ciò che incide maggiormente sulla disoccupazione è l’aggiornamento tecnologico dei mezzi e la tanto temuta crisi economica.
     La modernizzazione ha dei risvolti positivi come la maggiore produttività, ma anche degli aspetti negativi come la diminuzione del personale. Tutto ciò influirà sulle generazioni future e su noi stessi e questo di sicuro non porterà ad un miglioramento alla società. È una battaglia che coinvolge tutti, ma la domanda è: riusciremo a sconfiggerla?
     Il gruppo di redattori: Giulia Amenduni, Sara Cason, Anna De Vita, Giordano De Riso.
     La redazione, tutta: Giulia Amenduni, Fabio Antonio Caccamo, Anna Gioia Carnevale, Sara Cason, Alessio Corsini, Anna De Vita, Giordano De Riso, Siria Elena Di Candia, Martina Mangieri, Giulio Masciopinto, Claudia Morelli, Martina Rendina, Sofia Risola Iandolo, Martina Santacroce, Gianluca Tunzi, Ilaria Verni.

domenica 26 giugno 2016

Dividere i risparmi per pararsi il… conto

La scorribanda legale ha la sua Web Tv
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La chiusura di Equitalia, come una barzelletta ;
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Le ricerche su Wikipedia, ma con metodo .

mercoledì 22 giugno 2016

L’Italia invecchia. È un vecchio stivale col tacco rotto

Alle elementari abbiamo appreso che l’Italia è simile ad uno stivale e che la Puglia ne rappresenta il tacco. Crescendo abbiamo cominciato a conoscere la realtà italiana meno nella gioia e più nel dolore. Ma oggi c’è qualcosa la cui entità surclassa la crisi economica. Ai nostri occhi appare come una conquista, ma è un danno elegante. 
L’Italia invecchia. È un vecchio stivale col tacco rotto
Per spiegare il fenomeno mi appello a una scienza che per sua natura non indugia e le cui sentenze hanno poco a che fare con l’indulgenza. Si tratta della demografia, una disciplina che studia quantitativamente la popolazione vertendo sulla statistica e sulla matematica applicata. Gli esiti delle ricerche demografiche forniscono a governi e istituzioni pubbliche e private informazioni importanti per la programmazione degli interventi relativi a vari ambiti. Se ascoltata e accompagnata al buon senso risulterebbe infallibile. Dal 1926 l’Istituto Centrale di Statistica (Istat) costituisce il principale produttore di statistica ufficiale a supporto dei cittadini e dei decisori pubblici. Il rapporto annuale del 2012 ha prospettato le tendenze demografiche tra cui l’invecchiamento della popolazione: attualmente si contano 144 persone dai 65 anni in su per ogni 100 con meno di 15 anni. Nel 1992 questa proporzione era di 97 a 100. L’aumento dell’incidenza della popolazione anziana dipende dall’allungamento della vita media. Questo minaccia la sostenibilità dei sistemi previdenziali. Questo rende la penisola un paese vecchio in cui vale la gerontocrazia (potere detenuto dagli anziani). Questo pone un freno all’imposizione dell’Italia nello scenario imprenditoriale internazionale. Questo rende marginale la quota di giovani che formano il segmento tra i 15 e i 39 anni. Questo non fa onore al paese. A nulla vale la carriera accademica di un docente che si è impegnato nell’esaltazione di sé senza intuire che avrebbe dovuto trasmettere parte del suo metodo a un discepolo che ne avrebbe degnamente proseguito il lavoro. Alcuni signori in età senile esclamano «il futuro è dei giovani». È l’espressione dell’egoismo perché il futuro è un tempo che deve ancora giungere, ma occorre coraggio per sostituirlo con «presente». Ricordiamo che l’allungamento della vita media riguarda la media aritmetica e non la durata standard della vita. È pari a 79 anni per gli uomini e 84 per le donne. Pertanto la locuzione «la vita è breve» non deve finire nel dimenticatoio. Accogliete il giovane meritevole che cerca un’opportunità; la sua esistenza non è infinita.
Tutto questo fa dell’Italia nient’altro che un vecchio stivale col tacco rotto. 
Da “La Gazzetta del Mezzogiorno”, 29 ottobre 2012, p. 14.

Leggi anche ciò che nessuno ha previsto:
Disoccupazione giovanile e pensioni: miscela esplosiva in agguato .

domenica 19 giugno 2016

Silvana Calabrese, direttore de La scorribanda legale

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mercoledì 15 giugno 2016

Intagli di frutta e verdura. Delfino con la banana

Decorazioni con i prodotti della natura: delfino con la banana 
Lo stile di nuoto, la sua silhouette, la capacità di animare uno spettacolo, l’idea radicata nell’immaginario collettivo, la sua intelligenza sono elementi che lo rendono unico e amato. Si tratta del delfino.
Portane uno sulla tua tavola: ti basta una banana.
Adornalo come un personaggio dei cartoni animati: la parte del pomodoro costituita da picciolo, calice e sepali (lembo fogliare e peduncolo) costituirà una stella marina.
Fallo giocare con la palla (pomodorino o chicco d’uva).
Goditi la sua compagnia.
Intagli di frutta e verdura. Delfino con la banana
L'articolo fa parte della sezione "Intagli di frutta e verdura"
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domenica 12 giugno 2016

Videomessaggio Sindaco Bari Antonio Decaro, Parco 2 giugno

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mercoledì 8 giugno 2016

Se un blog può fare la differenza - Scuola "G. Santomauro"

     Quante informazioni ci sono in rete! Ci si imbatte in diversi siti e blog e i lettori sono alla ricerca di qualcosa di nuovo e di qualità.
     Un  blog è un particolare tipo di sito web dove devono essere presentati argomenti non troppo noiosi o scientifici (tematiche specifiche possono essere inserite nei blog monotematici). È anche un diario di rete in cui si postano articoli, riflessioni, commenti, filmati, immagini. Le tematiche proposte devono attirare linteresse dei lettori e spesso affrontano le delicate problematiche sociali della propria città o del mondo. A differenza di un quotidiano cartaceo o di un telegiornale può stimolare le considerazioni di chi legge e a volte innescare un dibattito. Inoltre rispetto al giornale, il blog può essere più preciso, riferire più dettagli in maniera semplice e quindi informare meglio.
     Per sapere se un blog può fare la differenza è importante conoscerlo e valutarne alcuni aspetti: la tipologia, lobiettivo, lutilità e la leggibilità. Le fonti di cui si serve un blog devono essere affidabili e le tematiche trattate ordinate secondo precise categorie.
     Fare la differenza non significa far cambiare idea alla gente, ma è la capacità di arrivare a tutti con uno stile di scrittura comprensibile che rende un blog diverso da tanti altri.
     La particolarità di un blog è lessere a portata di clic, non solo nel nostro paese, ma in tutto il mondo. È il caso del blog che ci stiamo abituando a seguire di recente, La scorribanda legale di cui presto saremo autori anche noi. Questo è un esempio di come un blog abbia maggiori libertà rispetto a un giornale e possa informare in maniera completa.
     Riteniamo che questo blog sia adatto a tutte le fasce detà e che sia decisamente scorrevole e istruttivo per le generazioni di oggi.
     Secondo noi La scorribanda legale può in effetti fare la differenza perché lautore è disposto ad ascoltare consigli e critiche per migliorarlo. Crediamo anche che le persone debbano poter trovare gli articoli che cercano in maniera rapida, approviamo pertanto la scelta di aver creato delle sezioni che aiutano la ricerca. Questa pagina web mantiene ogni post nel tempo garantendo agli internauti la reperibilità di ogni articolo.
     Nel contesto sociale attuale, in cui si usa con grande frequenza internet, non sempre è semplice trovare un blog che faccia la differenza, ma noi ne abbiamo trovato uno.
     La redazione: Luca Abrescia, Giulia Amenduni, Paolo Botta, Rebecca Bragazzi, Fabio Antonio Caccamo, Anna Gioia Carnevale, Sara Cason, Alessio Corsini, Gaia De Martino, Anna De Vita, Erica Di Candia, Giulio Masciopinto, Leonardo Pansini, Martina Rendina, Sofia Risola Iandolo, Martina Santacroce, Gianluca Tunzi, Ilaria Verni.

domenica 5 giugno 2016

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