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giovedì 27 aprile 2017

Canneto di Caronia 2004-2014, una decade di scintille

autocombustione Canneto di Caronia La scorribanda legale
Dopo una decade torna ad ardere la località siciliana Canneto di Caronia. La frazione di Messina prospiciente il mare è teatro di fatti inspiegabili: vi si innescano incendi improvvisi e gli elettrodomestici entrano in corto circuito nonostante l’energia sia sospesa; le chiusure centralizzate delle auto vanno in tilt; i cellulari squillano senza essere chiamati; gli oggetti prendono fuoco per autocombustione compromettendo il lavoro di una intera vita. Esperti a livello nazionale si interessano al caso, coadiuvati da apparecchiature sofisticate. Hanno monitorato i campi elettromagnetici ed impiegato telecamere termiche. 
In opposizione a chi cerca di trovare soluzioni scientifiche vi è chi si abbandona ad ipotesi esoteriche, demoniache o extraterrestri. 
Caronia mappa La scorribanda legale
Il mistero si infittisce e le ipotesi si susseguono in un’enorme spirale. Si aggiungono gli avvistamenti di sfere luminose in cielo e luci bluastre sottomarine. Perfino l’ago della bussola subisce cambiamenti repentini. Gli abitanti incolpano la ferrovia, esperimenti militari top-secret e si giunge a parlare di interessi legati alla malavita fino al sospetto che i fenomeni incendiari siano di natura dolosa, e che sarebbero gli stessi oriundi ad appiccarli. 
Nell’arco di 10 anni la situazione appare immutata, ma la soluzione del mistero esisteva già e risiede nella sismologia. I fenomeni che hanno turbato la serenità di Caronia sono imputabili a fasci elettromagnetici che producono energie termiche fortissime e combustioni. A causarli sono cariche elettriche dovute allo scorrimento-compressione degli strati rocciosi sotterranei. L’emissione di dette cariche fino in superficie e il contatto con le apparecchiature elettriche avrebbero dato luogo agli incendi. In merito gli avvistamenti di sfere di luce, il sismologo Ignazio Galli (1841-1920) stilò per primo una raccolta di fenomeni luminosi che accompagnano i terremoti. 
Galli descrisse numerosi casi, tra cui proprio quelli avvenuti nel corso dei gravissimi terremoti che sconvolsero la Calabria e Messina negli anni 1905 e 1908, in cui si verificò una sequenza impressionante di fenomeni ottici durante scosse, fra cui luminescenze diffuse nel cielo. Galli ha anche citato fenomeni relativi a fiammelle (fiammelle fatue), nebbie luminescenti, bagliori diffusi, colonne luminose derivanti dalla fuoriuscita di sostanze gassose dalle fratture (di origine sismica) della crosta terrestre. L’autocombustione dei gas provoca anche bruciature nella vegetazione, senza evidenza di fiamme. (Informazioni tratte da Tutti i misteri sono risolti, pp. 99–101). 
mappa sismica Sicilia La scorribanda legale


lunedì 24 aprile 2017

Acquisizione Mondadori Rizzoli Premio Strega da rinnovare

“La scorribanda legale” ha la sua Web Tv
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venerdì 21 aprile 2017

«Panem et circenses». Una leggenda barese

Panem et circenses La scorribanda legale
Non siamo nella Roma antica, ma nella Bari nuova. Non parliamo il latino, ma talvolta lo citiamo. Cambiano le coordinate spazio–temporali, ma non la mentalità. Quando il poeta Giovenale scriveva che il popolo desidera due sole cose con ansia: «panem et circenses», ossia il pane ed i giochi circensi, includeva anche noi. Due soli elementi che appagano il popolo e lo rendono consenziente alle decisioni del sovrano. Circo itinerante e Luna park con attrazioni, chioschi e giostre sono anche svaghi che fanno sognare grandi e piccini. Ma deve essere tutto lecito.
Quando percorrete via O. Marzano, dirigendovi verso la periferia barese, sulla sinistra noterete una vasta area verde stagliarsi parallelamente alla strada. Si estende fino a via Elia Del Re ad angolo con via Vassallo (sede di una scuola media). È un terreno inutilizzato da moltissimi anni dove sembra che il tempo non scorra mai. Tre lustri fa, ospitava delle specie di voragini o cedimenti della terra. A quanto pare è un suolo privato e imminentemente vi si stanzierà un parco giochi con roulotte, bagni chimici e quanto necessario. Nel circondario ci si interroga intorno alla liceità dell’intera pratica di affitto. Si ignora la durata dell’attrazione e non è certo che siano stati concessi i permessi di rito. All’estremità della zona è stato issato un tripode che garantisce l’allacciamento alla luce di un cavo che supera via Vassallo e si collega ad un palo dell’elettricità. Questa è la situazione che si prospettava a ottobre 2013, prima i fatti venissero chiariti.
Via Elia del Re ang Via Vassallo Bari Scuola Santomauro
Quella che si solleva è una questione di ordine pubblico poiché pur trattandosi di una zona periferica è abitata ed è già stata soggetta a furti e razzie. Il parco sarà adiacente alla scuola media ed ogni genitore desidera sicurezza per la propria prole.
Nell’ordinamento italiano esiste uno strumento che regola l’attività edificatoria all’interno di un territorio comunale e contiene indicazioni sul possibile impiego di ogni porzione di territorio e sulla tutela dello stesso. Si tratta del Piano Regolatore. Nel comune di Bari cosa riporta il documento? Ma soprattutto, il comune è informato dei progetti in atto sul quel suolo, anche se privato? 
Non siamo più nell’età classica e forse la formula del «panem et circenses» provoca malumori anziché placarli.

venerdì 14 aprile 2017

Apribocca odontoiatrico, vera colonna delle torture

Vi siete mai sottoposti ad un trattamento odontoiatrico che prevedesse di divaricarvi la bocca con un apribocca odontoiatrico? Non mi riferisco a quello strumento che vi fa solo emergere il sorriso per un trattamento sbiancante, bensì a quell’attrezzo semirigido che spalanca completamente le fauci. Quello stesso aggeggio che, a causa di pressioni maldestre da parte del dentista, provoca delle piccole lesioni alle gengive. Il dolore dura per giorni. E durante la seduta il cavo orale si prosciuga facilmente.
Apribocca odontoiatrico tortura Silvana Calabrese Blog
Anche se i dentisti sono consapevoli che si tratta di uno strumento delle torture, non lo accantonano con facilità. Applicandolo, la panoramica della bocca è completa al punto da fare invidia al Grand Canyon dell’Arizona.
Ricorda tanto la pratica del bondage, con quella serie di attrezzi di costrizione erotica che traumatizza gli inesperti o porta all’obitorio chi osa spingersi troppo oltre.
L’odontoiatria è un campo vasto che negli ultimi anni ha assistito ad un notevole progresso nei metodi, nelle tecniche e negli strumenti. Inoltre la crescente attenzione alla pediatria ha spinto questa branca ad evolversi per curare i piccoli pazienti con strumenti adatti al loro livello di sopportazione. Oggigiorno è inoltre possibile curare, nell’adulto, problemi odontoiatrici impensabili fino a pochi anni fa. E ciò è reso possibile grazie alla creazione e alla diffusione di «ferri del mestiere» sempre meno invasivi che garantiscono di operare agevolmente nella bocca dei pazienti che, loro malgrado, devono accomodarsi su quella famigerata poltrona.
Ma allora se la tecnica e tecnologia hanno lavorato così assiduamente negli ultimi anni, tanto da giungere a concepire strumenti il cui utilizzo risulti meno traumatico, perché restare occlusi con ostinazione in una tradizionalità non del tutto vincente? In campo medico ogni nuova scoperta adombra la precedente. Ogni innovazione è pensata su misura delle esigenze del paziente ancor prima che del medico. E ci sono attrezzi che possono benissimo essere trasferiti nel macroinsieme del bondage, abbandonando il settore dell’odontoiatria. Si dice che in ogni scherzo ci sia una base di verità. È proprio così. Ho scherzato sulla costrizione erotica di cui spesso i media riferiscono gli esiti macabri, ma sono seria nell’affermare che l’apribocca odontoiatrico rappresenti la vera colonna delle torture estreme. 
Da “La Gazzetta del Mezzogiorno”, 17 gennaio 2016, p. 16. 

martedì 11 aprile 2017

Rosa, rosae, rosae… a punto croce

Una rosa per te… ricamata a punto croce

rosa singola punto croce Silvana Calabrese Blog
     Perfino lo studio del latino viene introdotto con un omaggio alle rose.
     Sono così cariche di simbologia, le rose.
     Buttate pure via ogni opera in versi o in prosa. Nessuno è mai riuscito a dire cos’è, nella sua essenza, una rosa.
     (Giorgio Caproni)
     La vita è una rosa dove ogni petalo è un’illusione e ogni spina una realtà.
     (Alfred de Musset)
     L’ottimista vede la rosa e non le spine; il pessimista si fissa sulle spine, dimentico della rosa.
     (Kahlil Gibran)
     Quella che vedi nell’immagine non sfiorirà e non appassirà. Non pungerà e non diffonderà l’inconfondibile profumo. È impressa sulla tela aida incastrata in una cornice ovale di piccole dimensioni. 
     Desideri lo schema? Contattami.

sabato 8 aprile 2017

Chiesa e pedofilia: l’Apocalisse è vicina?

Il macigno pedofilia pende sulla schiena del Papa 
Chiesa pedofilia La scorribanda legale
L’unico libro profetico del Nuovo Testamento è il libro dell’Apocalisse o Rivelazione, scritto dall’Apostolo Giovanni. Rivela eventi futuri, oscuri e dal significato ermetico perché scritti sotto forma di visioni poco chiare. La città diletta, Gerusalemme, figura della Chiesa, sarà vittima di un assalto di Satana.
Recente è la notizia della denuncia rivolta contro Papa e Vaticano dalle vittime degli abusi sessuali sui minori. L’iniziativa non ha precedenti ed è partita da un paio di organizzazioni americane: il Centro per i diritti costituzionali (Center for Costitutional Right) e la Snap (Survivors Network of those abuse by Priest). Le associazioni hanno depositato presso il Tribunale dell’Aia, che dal 1945 è sede della Corte Internazionale di Giustizia, un dossier di circa ottanta pagine a sostegno del ricorso, suffragandolo con la dimostrazione che le azioni legali condotte a livello nazionale sono risultate insufficienti a stroncare gli abusi ai danni dei minori. I legali attribuiscono al Vaticano la colpa di aver permesso, o di non aver impedito, che la pedofilia dilagasse, ma il reato maggiore è l’aver protetto i sacerdoti rei. 
Pedofilia imperdonabile la scorribanda legale
La richiesta inoltrata è di investigare sugli esponenti della gerarchia della Chiesa, primo fra tutti il Papa. A quanto pare sono di enorme rilevanza i casi di abusi sessuali minorili avvenuti in Congo e negli States. La denuncia apostrofa i prelati come responsabili di crimini contro l’umanità: violenze sessuali, abusi, pedofilia, stupri commessi nel mondo, specialmente in quei luoghi arretrati del pianeta dove persone e bambini vivono di stenti e che negli occhi di un prete o un missionario ricercano un’opportunità, una luce e invece incontrano la crudeltà più totale, l’assenza di scrupoli nel commettere abomini.
Di tutto questo un Pontefice è diretto superiore, il suo compito è sovrintendere, vigilare sull’integrità morale del clero, ammonire severamente chi commette un atto impuro come quello della pedofilia. Il Papa dovrebbe essere garante dell’ordine e della rettitudine dei membri della Santa Chiesa. Non mi pare opportuno nemmeno recuperare le fila del discorso Claps che ha dimostrato la sconfinatezza dell’omertà e della cruenza da parte tanto dei cittadini quanto dei parroci. 
Cosa sta accadendo? Le profezie annunciate dall’Apocalisse si stanno concretizzando? La nostra volontà è quella di aprire la Chiesa al culto o di sconsacrarla irrimediabilmente? 

mercoledì 5 aprile 2017

A lezione di dizione!

“La scorribanda legale” ha la sua Web Tv
e vi dedica… cinque lezioni di dizione
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Perché è importante studiare dizione

Dizione. Lezione 1: la vocale è aperta

Dizione. Lezione 2: la vocale è chiusa

Dizione. Lezione 3: la vocale ò aperta

Dizione. Lezione 4: la vocale ó chiusa


venerdì 31 marzo 2017

Sotto la protezione di Artemide Diana

Recensione: Jacqueline Spaccini, Sotto la protezione di Artemide Diana – L’elemento pittorico nella narrativa italiana contemporanea (1975-2000), Rubettino Editore, Catanzaro 2008, pp. 341.
«Di tutte le cose sicure la più certa è il dubbio» (Bertolt Brecht). La citazione introduttiva già preannunzia un insegnamento di vita e non, come suggerisce il titolo, un mero excursus sulla presenza dell’elemento pittorico nella narrativa italiana moderna.
Il testo si rivela abbastanza complesso e di ampio respiro, ricco di esemplificazioni atte a chiarificare il rapporto esistente tra pittura e narrazione, tra parola e immagine.
L’autrice mette subito al bando ogni sorta di equivoci sancendo la differenza tra elemento pittorico, artistico ed iconico-figurativo. Non essendo possibile un’indagine completa sul connubio tra pittura e narrativa, pertanto il campo è stato circoscritto agli ultimi cinque lustri del ventesimo secolo.
Il lavoro parte da una domanda sul ruolo effettivo del quadro e del pittore all’interno di un romanzo; su quale sia il suo valore; se il suo impiego abbia una matrice allegorica; se utilizza l’artifizio della finzione, con un rapido nesso alla locuzione theatrum mundi che lega l’immaginario – in questo caso l’elemento pittorico – con il reale contesto culturale.
Al pari di un’opera allegorica un quadro si rivolge solo ad un pubblico di nicchia, ad un’élite, pur essendo accessibile ad una moltitudine di osservatori. Un dipinto cela significati e connessioni ai quali si perviene solo dopo una profonda meditazione.
Il pittore instaura un rapporto di fiducia con la sua opera, poiché essa fonde e nasconde motivazioni che svelerà solo agli studiosi tenaci. Ne è un esempio l’utilizzo di anamorfosi, l’artificio pittorico mediante il quale in una composizione si inseriscono immagini non percepibili se non osservate da un altro punto di vista. Va sottolineato che anche gli stereogrammi hanno una tecnica simile. A questo punto si rivela interessante percorrere le tappe che hanno permesso di porre in evidenza il rapporto tra pittura e letteratura, mediante una complessa articolazione di opere letterarie in cui sono rintracciabili gli elementi figurativi.
Artemisia di Anna Banti, ispirata alla figura di Artemisia Gentileschi, prima vera donna artista italiana, percorre il viaggio introspettivo con tono affabulatorio, celando una evidente identificazione. L’io storico di Artemisia eclissa e protegge l’io autoriale che si mimetizza con una reticente biografia protesa verso l’autobiografia. La Banti prende in prestito – in segreto – immagini del suo vissuto e le plasma nell’opera, ritraendo il personaggio con estrema dedizione quasi fino all’analisi, con vera empatia, nonostante alcuni secoli di distanza. Siamo di fronte a una sorta di proiezione spazio-temporale, un anacronistico rapporto di fiducia mista a sintonia tra autrice e pittrice.
Nel 1991 viene alla luce Sogno a Herrenberg, l’unica opera di Giuliana Morandini in cui il protagonista è un pittore, Jörg Ratgeb. Anche questo romanzo è proiettato in un arco temporale remoto, più precisamente nel XVI secolo. Al pari dei giovani intellettuali contemporanei, anche l’artista alemanno Ratgeb compì il suo viaggio in Italia per completare la sua formazione intellettuale e rafforzare il suo già vigoroso punto di vista: il pittore deve mostrare i quadri piuttosto che parlarne, poiché un dipinto è di per sé più che eloquente.
Cavaliere senza destino, opera di Marisa Volpi, comprende due racconti ispirati a Géricault e Böcklin. Nel primo, a rendere allettante la storia, c’è il ricorso ai flash-back tra tappe, svolte ed una ricostruzione psicologica. Nel secondo, Böcklin parla in prima persona, ma non per molto. La rievocazione del vissuto personale ha la funzione di avviare la narrazione e rendere partecipe il lettore. È inequivocabile l’assonanza tra gli stati d’animo del protagonista e la natura con le sue condizioni atmosferiche e l’alternarsi delle stagioni.
Gabriele è l’ultimo romanzo di Giancarlo Marmori. La storia viene collocata nel 1850 e ha inizio con la rappresentazione viva e immediata di alcune rose selvatiche, vero esempio di ipotiposi che si ripete con frequenza nel romanzo che sin dall’inizio appare ricco di immagini pittoriche.
Le pietre volanti, di Luigi Malerba, ha per protagonista la figura di un pittore immaginario, ma il titolo in sé è rivelatore perchè rimanda ad un’opera del pittore italiano Fabrizio Clerici. I riferimenti biografici appaiono enigmatici, a tratti fittizi e premeditati, proiettati verso la visione di un mondo inteso come luogo di finzioni, affermazione che si scontra con l’immagine del quadro come finestra aperta sul mondo, elaborata già nel XV secolo da Leon Battista Alberti. Per l’autore il pennello è uno strumento che delinea inganni e la stessa pittura è illusione, finzione, mentre viene messo in discussione il concetto stesso di verità. Diviene necessario ridefinire le caratteristiche di base del modello biografico: narrazione cronologica che escluda il montaggio delle scene, che si basi su eventi e persone realmente accaduti/esistiti e la cui voce narrante sia neutra.
Nel 1998 il mercato editoriale si gloria del contributo di Vincenzo Consolo, autore de Lo Spasimo di Palermo, che richiama il nome di una delle opere meno note e di difficile lettura di Raffaello Sanzio. A fare da centro gravitazionale vi è la certezza del dolore, appunto spasimo, sempre ben definita. L’autore inoltre confessa una realtà già oggetto di sospetto: gli scrittori, volenti o nolenti, rielaborano il proprio vissuto nelle opere letterarie.
Con Il Ritratto Ovale Edgar Allan Poe si aggiudica l’appellativo di pioniere del giallo moderno di matrice iconica, in cui l’inchiesta racchiude elementi fantastici come la donna effigiata, custode di  un segreto.
In Todo modo e Il cavaliere e la morte Sciascia sostiene che il giallo risvegli lo spirito investigativo. Il lettore avverte l’atmosfera di sfida e tensione che gli impedirà di abbandonarsi ad una lettura passiva, ma lo indirizzerà verso la ricerca degli elementi metaletterari, quelli nascosti in un testo e che lo connettono ad altri generi letterari. Sciascia ci prospetta il romanzo poliziesco come un scena del delitto costellata da elementi probatori e indizi disposti in una fitta trama. Molto spesso la chiave della verità è ben visibile poiché impressa in un dipinto. Lo sguardo lo carpisce immediatamente; è la formulazione del senso che tarda a completare la seriosi.
Con Ai margini del caos di Franco Ricciardiello il viaggio intrapreso attraverso l’affascinante mondo dell’elemento pittorico ci porta nel campo della psichiatria. È la sindrome di Stendhal, secondo la quale il contatto estetico con un quadro risveglia in un individuo contenuti inconsci fino a generare sintomi quali turbe del pensiero, devianza della percezione della realtà, crisi di panico e senso di angoscia.
Nel tour pittorico-narrativo in cui si colloca Sogni di sogni di Antonio Tabucchi non manca la lezione freudiana sui sogni, in particolare quando si sogna un quadro. L’attività onirica rappresenta un portale con vista sul subconscio, ben espressa dalla metafora dello specchio deformato che da un lato riflette, ma dall’altro induce a interpretare accuratamente le immagini. Allo stesso modo un dipinto ingloba una trama di elementi variegati, volti a comporre una scena che non si può cogliere nella sua totalità. L’unità originaria è divisa in piccoli tasselli camaleontici da percepire, ricomporre ed interpretare.
Dopo aver ripercorso cinque lustri di convivenza tra narrativa italiana ed elemento figurativo, era inevitabile una conclusione che fa spazio alla giurisprudenza. In osservanza dell’articolo 101 del Codice dei beni culturali e del paesaggio italiano si estrapola la definizione di museo: «struttura permanente che acquisisce, conserva, ordina ed espone beni culturali per finalità di educazione e di studio». Qui si salvano beni che andrebbero persi o distrutti; si preservano le opere artistiche come impareggiabile patrimonio culturale e strumento di comunicazione generazionale che realizza la volontà di tramandare la memoria artistica delle singole nazioni. Ciascuna opera acquista un valore sopranazionale unito al carattere universale che si propaga dalle sale dei musei.
L’autrice, soffermandosi ampiamente sui testi presi in esame, ne traccia le linee essenziali in un percorso di analisi accurata, volta alla ricerca di una innegabile simbiosi tra l’espressione letteraria e la traduzione pittorica, già annunciata con estrema semplicità da Orazio: ut pictura poesis
La recensione è apparsa su «La Nuova Ricerca», Rivista del Dipartimento di Linguistica, Letteratura e Filologia Moderna, anno XIX, N. 19, Fabrizio Serra Editore, Pisa–Roma 2010, pp. 283–285.

mercoledì 29 marzo 2017

Zanichelli Junior. Il vocabolario di italiano adatto ai ragazzi

Hai un’età compresa fra i 10 e i 16 anni? Hai figli o conosci piccoli cittadini di quella fascia anagrafica? Allora soffermati a leggere questa recensione perché lo Zanichelli Junior è approdato sul mercato editoriale per fare la differenza.
Copertina Dizionario Zanichelli Junior
A quanti mi chiedono come io abbia fatto ad arricchire così tanto il mio lessico rispondo sempre che mi è costato un duro e costante lavoro che non ha mai avuto termine. Ma la verità è che in questo avventuroso tragitto tra le onde della mia lingua madre non sono mai stata sola: c’era sempre un dizionario Zanichelli a tenermi compagnia e a dipanare ogni mio dubbio o ad illuminarmi sul significato di un nuovo lemma. Posso affermare a gran voce che sono una madrelingua italiana grazie a Zanichelli. Sembra un ringraziamento scontato così come l’ausilio che un dizionario fornisce in età scolastica e che spesso si declina. Eppure di recente l’Editore Zanichelli ha saputo stupirmi con la sua novità editoriale.
In un contesto formativo di forte attrito tra alunni e incremento lessicale ecco spuntare un nuovo sole della conoscenza: un nuovo vocabolario. Ancora uno?! Niente sarcasmo, questo volume è prezioso e mi fa considerare il testo come una muta che deve assolutamente essere fatta su misura per garantire un’esperienza subacquea entusiasmante e senza problemi. Lo Zanichelli Junior è stato pensato appositamente per i giovani studenti delle scuole medie e per il biennio di scuola superiore. È realizzato su misura per le loro esigenze. Non una versione ridotta dello Zingarelli, bensì un’opera di alta sartoria lessicale creata per nutrire e guidare le giovani menti nel loro viaggio di studio proprio nel periodo più florido per apprendere. Oggi presentiamo loro un nuovo migliore amico, uno strumento intramontabile. Oggi avviamo i ragazzi alla pratica della consultazione consapevole del dizionario. Oggi doniamo al futuro della società l’indiscusso vantaggio di poter possedere il caleidoscopio lessicale. A chi piace la monotonia linguistica? Sarebbe come osservare un dipinto in bianco e nero! Completezza e chiarezza concettuale e una ricca tavolozza dei pensieri sono ora disponibili e al vaglio della nostra sola volontà di attuare il miglioramento.
Qualcuno una volta mi ha suggerito di parlare dei libri così come si presenterebbe un’auto o un dispositivo tecnologico: elencarne le caratteristiche più incisive. Bene, dunque!
Lo Zanichelli Junior conta 35.000 voci e 65.000 significati nella sua sola versione cartacea, ma dispone anche di una comoda e pratica versione digitale.
Il lemmario trae spunto dai testi scolastici e li integra. L’uso dei vocaboli è chiarito nei diversi contesti di applicazione. Gli “spiegaesempi” inducono a inserire nel quotidiano il nuovo termine al fine di memorizzarlo con minore fatica. Significato etimologico e pronuncia aiutano a chiarire l’origine e la dizione delle parole. Ma soprattutto ritengo fondamentale la presenza della sillabazione per ogni voce. 
L’appendice è ampia e conta prefissi, suffissi, nomi degli abitanti d’Italia, ere geologiche, piante, animali, unità di misura e la tavola periodica degli elementi. 
Parole nuove, sinonimi, contrari, etimologie, rimandi grammaticali vi aspettano numerosi e ridurranno le vostre incertezze linguistiche. Se fossi in voi non sprecherei nemmeno un secondo, immergiamoci nelle acque rigeneratrici dello Zanichelli Junior.

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venerdì 24 marzo 2017

Consorzio ASI: progredire con la zavorra delle irregolarità

Il Consorzio ASI e le insidie che la brama di progresso cela
Consorzio Asi irregolarità
Il Consorzio ASI (Area per lo sviluppo industriale) in Puglia, per voce dei presidenti, ha promesso maggiori servizi e migliore qualità. Ma l’ASI tende ad appropriarsi di ampi spazi aperti come porzioni di terreni appartenenti a privati cittadini. A sostegno del mio assunto vi sono alcune cause di tribunale ancora in corso. Non un indennizzo, non un risarcimento per quello che la legge definirebbe «danno giusto». L’art. 42 comma 3 della Costituzione stabilisce che un terreno può essere espropriato per pubblico interesse (ad es. per costruzione infrastrutture), ma è previsto un indennizzo determinato in base al valore del prezzo di mercato. 
Questo modo di gabbare il prossimo, che puntualmente paga le tasse per il possesso di quei terreni, è tipicamente Made in Italy. Forse è una manovra volta a porre in essere l’Usucapione che nella disciplina italiana consiste nell’acquisizione di un proprietà, facendone perdere il diritto al proprietario, mediante il possesso continuato nel tempo (nel caso dei beni immobili è 20 anni, art. 1158s Codice Civile). 
consorzio asi bari la scorribanda legale
Ad essere incriminata è l’area comprendente gli agglomerati di Bari – Modugno – Molfetta. Quando la cause giudiziarie ebbero inizio il presidente ASI era l’attuale governatore di Puglia, all’epoca sindaco di Bari. Il binomio schiacciante tra le due cariche, quella di presidente ASI e quella di primo cittadino del capoluogo pugliese, era stato oggetto di un appello proposto dall’avv. Cannillo che ne sosteneva l’incompatibilità. Ma il Tribunale ha rigettato l’appello stabilendone l’insussistenza. Nel 1494 il Trattato di Tordesillas spostò la linea di demarcazione fra zona di espansione portoghese e spagnola in modo che sei anni più tardi, quando il portoghese Cabral scoprì il Brasile, questo sarebbe rientrato perfettamente nell’area portoghese. Questa variazione di confini rispetto alla bolla Inter coetera era premeditata. Stesso modus operandi dell’ASI che con linee di confine stabilisce ciò che gli appartiene. 
Per coronare l’obiettivo proposto in apertura occorrono onestà e lealtà. Per alcuni la correttezza non è appagante perché i furbetti vincono in maniera subdola. In realtà essere onesti rappresenta «un piccolo passo per l’uomo», ma se le azioni oneste coinvolgessero la collettività, allora costituirebbero «un balzo da gigante per l’umanità». Progredire significa protendersi verso l’innovazione senza trascinare la zavorra delle irregolarità. 

mercoledì 22 marzo 2017

Vespe vasaie e vespe cartonaie. Se le conosci le… eviti!

ape e vespa     Per prima cosa è il caso di imparare a distinguere le api dalle vespe. Le api sono goffe e pelose e producono miele. Pungono se minacciate (perdendo il pungiglione) e la loro vita ormai è sempre più a rischio. Le vespe invece hanno colori accesi, un bel vitino stretto e un gran caratteraccio. Possono pungere ripetutamente semplicemente perché aggressive. Ad entrambe si riconosce il pregio di essere lavoratrici instancabili.

     Tra le vespe vi sono due tipologie molto diffuse: vespe cartonaie e vespe vasaie.

     Le vespe cartonaie possono nidificare nei luoghi più impensati e spesso, troppo vicino alle dimore degli esseri umani. I loro nidi sono un prodigio della natura. Le cellette dalla forma esagonale sono molto precise ed offrono loro un riparo per la notte. Vengono costruiti con un impasto di legno e saliva ed hanno la consistenza di un cartoncino, donde il nome.
Nido vespe cartonaie La scorribanda legale

     Le vespe vasaie hanno un corpo più longilineo. Esse percorrono anche lunghi tragitti per trasportare piccole quantità di terreno impastato con la loro saliva che poi utilizzano per modellare i propri nidi simili a dei vasi di terracotta, ma dalla consistenza assai più solida. 
Vespe vasaie e nidi La scorribanda legale

     Le loro punture causano effetti da non sminuire. La loro stessa, eccessiva, presenza potrebbe essere il segnale che hanno nidificato. Conviene correre ai ripari.
     Gli insetticidi costituiscono un pericolo per l’uomo (con qualche eccezione per gli interventi specialistici), i repellenti naturali citati in rete sono tutti una gran bufala! Si comincia con la polvere di caffè da ardere fino alle fettine di cetriolo… ma le sgradite ospiti banchettano ugualmente. 
     Ucciderle per legittima difesa o a scopo preventivo scatena pericolose rappresaglie poiché la vespa a cui si è tolta la vita sprigiona dei feromoni che attirano le colleghe pronte alla vendetta. 

martedì 21 marzo 2017

Sculture con i palloncini. Cavallo a dondolo

     Un gioco senza tempo, dimorante nelle camere dei bambini: il cavallo a dondolo. 
     Con tre palloncini modellati con pazienza si può ricreare il fascino del gioco che ci riporterà al periodo dell’infanzia. 
Cavallo a dondolo sculture palloncini Silvana Calabrese Blog

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