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sabato 1 agosto 2015

Bitonto nel XVI secolo

Bitonto nel XVI secolo. Aspetti demografici, familiari e sociali
Contenuti
La ricerca d’archivio con la concreta presentazione di un progetto di ricerca compiuto a partire dal rinvenimento di un manoscritto inedito di cui si è dovuta confermare l’autenticità.
Un metodo d’analisi demografica che con l’interpretazione di dati di natura catastale tenta di ricostruire un assetto sociale ed economico che approssimi la completezza. Si esaminano: caratteristiche strutturali della popolazione, nuzialità e sistemi dotali, struttura e ampiezza della famiglia, antichi mestieri, scolarizzazione, servitù, patrimonio zootecnico, forestieri, onomastica. 
Un incrocio di fonti, catasto antico ed atti notarili, come auspicato da Marc Bloch, affinché gli antichi documenti si fondano e si avvalorino a vicenda conferendo ampie sfumature all’asettico studio statistico–demografico. 
Punti di forza
Il testo si differenzia dai manuali di storia e di demografia perché oltre ad illustrare un metodo di indagine storica ne accosta un esempio. L’esempio del metodo stesso applicato ad una piccola realtà territoriale del Mezzogiorno di ancien régime che fin da tempi remoti seppe imporsi nel panorama produttivo oleario. La storia è data dalle testimonianze circoscritte, dai tasselli di microstoria che accostati come pazienti tessere di un mosaico danno vita ad un prospetto storiografico vasto e donano allo studioso e al lettore l’identità storica collettiva.
È un viaggio a ritroso nel tempo alla riscoperta di materiale documentario del tardo Cinquecento. Una documentazione il cui studio costituisce un elemento di salvezza dallo scorrere inesorabile del tempo, inclemente verso quelle vulnerabili carte pergamenacee pregne di tesori ignoti.
Per quale pubblico di lettori
Per chi desidera esplorare il patrimonio archivistico custodito nei luoghi della memoria. Per i giovani che iniziano a condurre degli studi sulle fonti d’archivio. L’opera si pone all’attenzione degli studenti liceali, universitari e dei giovani ricercatori che stanno rivolgendo il proprio interesse verso il mondo degli studi storici e demografici. A chiunque abbia l’obiettivo di condurre studi sistematici nel settore il testo mostra alcune tra le molteplici possibilità di ricerca e di elaborazione, nonché una prova del corpus documentario disponibile negli archivi dell’Italia meridionale.
Disponibile anche in formato digitale.

Indice dell’opera:
Prefazione
Introduzione
Capitolo i. Bitonto: un excursus storico–geografico
1.1. Le origini e l’età greco–romana
1.2. L’alto Medioevo
1.3. Le infeudazioni del Quattrocento
1.4. Il riscatto dal giogo feudale
1.5. Il Seicento
1.6. Dal Settecento ad oggi
1.7. L’assetto urbano di Bitonto
Appendice al capitolo primo
Capitolo ii. La fonte: il catasto antico o apprezzo
2.1. Lo scavo archivistico
2.2. Precisazioni metodologiche
Capitolo iii. La struttura demografica
3.1. La struttura per età
3.2. Il rapporto fra i sessi
3.3. La struttura per stato civile e la vedovanza 
Capitolo iv. Nuzialità e sistemi dotali
4.1. L’età media al primo matrimonio
4.2. La differenza di età tra i coniugi
4.3. L’universo degli atti notarili
4.4. La fonte: i capitoli matrimoniali
4.5. I notai di Bitonto e la costituzione della dote
Appendice al capitolo quarto
Capitolo v. Le strutture familiari
5.1. La classificazione secondo Peter Laslett
5.2. Struttura e dimensione degli aggregati domestici
5.3. Alcuni casi esemplificativi delle tipologie familiari,
Capitolo vi. Famiglia e articolazione socio–professionale
6.1. Articolazione socio–professionale
6.2. Gli antichi mestieri
6.3. La scolarizzazione
6.4. Articolazione socio–professionale e strutture familiari
6.5. Il personale di servizio
6.6. La situazione abitativa
6.7. Il patrimonio zootecnico
6.8. I forestieri
Appendice al capitolo sesto
Capitolo vii. L’onomastica
7.1. Le forme nominali maggiormente diffuse
7.2. Il secondo nome
7.3. La trasmissione del nome
7.4. I cognomi
Appendice al capitolo settimo
Indice delle tabelle
Indice dei grafici
Indice delle figure
Riferimenti archivistici 
Riferimenti bibliografici

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5 commenti:


  1. La città dove si venerano i Santi Cosma e Damiano, patroni dei medici e dei chirurghi.
    Secondo la tradizione, Bitonto sarebbe stata fondata dal re illirico Botone, dal quale deriverebbe il nome.La presenza umana nel territorio risale all'epoca neolitica, testimoniata da insediamenti in grotte e da menhir.
    Dal VI secolo subì l'influenza delle città magnogreche, in particolar modo di Taranto. , e dal III secolo si dotò di una propria zecca, come dimostrano le stesse monete, rinvenute nel centro storico, che riportano l'immagine di una civetta con un ramo di olivo, altre una conchiglia, altre un granchio, altre ancora la testa di Atena. Il retro di queste monete riporta la legenda in caratteri greci "BYTON TINΩN" accompagnata in alcune dall'effigie dell'eroe tarantino Falanto, in altre da una spiga di grano, in altre ancora da un fulmine.
    Le origini della città affondano nella storia più di quanto si pensi e
    molto ci sarebbe ancora da dire sulla civilissima città meridionale, molto spesso, in quanto tale, dimenticata dai più.
    Tant'è che vien fuori, magicamente e per fortuna direi, un libro che ci riporta al grande Cinquecento, periodo storico di grande mutamento in tutto il mondo fino ad allora conosciuto.
    Ne consegue il successo di un libro da leggere.

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    Risposte
    1. Gentile Antonella,
      perdoni l'enorme ritardo col quale le scrivo. Mi complimento con lei per la preparazione dimostrata e sono lieta per l'interesse dimostrato nei confronti del mio ultimo figlioletto.
      Dopo aver trascorso mesi negli archivi di Puglia e Campania tra documenti antichi e polverosi è bello ritrovare un commento come il suo.
      La ringrazio, Silvana Calabrese

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    2. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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    3. Ringrazio lei signora,
      per la piacevole lettura del suo testo che pone l'accento su un meridione che spesso viene abbandonato a se stesso.
      Le auguro ogni bene
      Antonella Bottari

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  2. Gentile Antonella,
    consultando il sito web IBS mi sono accorta che ha inserito la sua recensione anche lì. Ci tengo dunque a ringraziarla per il tempo che ha dedicato al mio lavoro.
    Buon tutto a lei,
    Silvana

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